Epatite e curcuma: casi di epatite associati all’uso di alcuni integratori
Curcuma in Cucina

Data

Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare della curcuma, in particolare degli integratori a base di questa spezia, ne avevamo gia parlato in questo articolo.

La ragione per cui il Ministero della Salute ha richiesto, in via precauzionale, la sospensione di questi integratori (indicati in elenco sul sito ufficiale) risiede nel fatto che – al 7 giugno – si sono verificati 19 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa.

Cosa è la colestasi?

La colestasi coincide con la riduzione o l’arresto del flusso biliare ed è, quindi, una patologia che può interessare il fegato, il pancreas o i dotti biliari.

Nella colestasi il flusso di bile (prodotto dal fegato) si arresta: ne consegue che la bilirubina si riversa nel flusso sanguigno, accumulandosi.

Nello specifico, la bilirubina è un pigmento prodotto dal deterioramento dell’emoglobina in seguito alla distruzione dei globuli rossi al termine del loro ciclo vitale (essi hanno una durata di circa 120 giorni) e che indica lo stato di salute del fegato, permettendo così anche di indicare la possibile presenza di ostruzione delle vie biliari, epatite, cirrosi e ittero.

Essa normalmente è espulsa tramite feci ed urine, mentre una piccola parte viene riassorbita dal fegato e nuovamente eliminata con la bile. La bilirubina può essere misurata mediante un semplice prelievo del sangue: nel caso in cui i suoi valori risultassero maggiori rispetto alla norma, si sarà in presenza di un ittero (una malattia caratterizzata dal colore della pelle e degli occhi tendente al giallo); nel caso in cui invece i valori fossero più bassi, è in corso un’anomalia non rilevante.

La colestasi può avere due cause: la prima è definita da patologie intraepatiche, ovvero che si originano all’interno del fegato; la seconda è caratterizzata da patologie extraepatiche.

L’epatite, cui fanno riferimento le indagini del Ministero della Salute, rientra tra le cause intraepatiche: ad ogni modo, questa patologia legata all’uso degli integratori a base di curcuma, può essere trattata – seguendo sempre il parere del proprio medico – interrompendo il consumo degli stessi, così come si può leggere anche sulla pagina ufficiale del Ministero della Salute.

Se è vero che, precauzionalmente, va interrotto l’uso di questi integratori – almeno fino a quando non saranno note le ragioni della loro contaminazione – è anche vero che la curcuma può continuare ad essere assunta inserendola nella dieta, grazie alla facile reperibilità del prodotto sfuso in polvere. In ogni caso, nonostante sia una spezia e, quindi, un prodotto naturale, specifichiamo che la curcuma non è immune da controindicazioni, così come già indicato nell’articolo ad essa dedicato e a cui rimandiamo.

A questo link sarà possibile trovare l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute sugli integratori a base di curcuma

Altri
articoli

Iscriviti alla nostra Newsletter e resta aggiornato sulle ultime occasioni